Allenare le gambe con i pesi le fa diventare più grosse?

Allenare le gambe con i pesi le fa diventare più grosse?

Una delle ragioni per cui il mito delle “gambe grosse a causa dei pesi” continua a essere così diffuso è che molte persone tendono a mettere nello stesso contenitore fenomeni completamente diversi tra loro.

Quando una donna osserva le proprie gambe allo specchio e nota un cambiamento, spesso la conclusione arriva immediatamente:

Mi sto ingrossando.

In realtà quella sensazione può avere origini molto differenti:

  • Può trattarsi di un aumento temporaneo della ritenzione idrica.
  • Può trattarsi di una normale risposta all’allenamento.
  • Può trattarsi di un miglioramento della tonicità muscolare.

Oppure può semplicemente essere una variazione fisiologica legata al ciclo mestruale, all’alimentazione, allo stress o alla qualità del sonno.

Il problema è che molte persone utilizzano la parola “ingrossarsi” per descrivere situazioni completamente diverse.

Prima di attribuire la responsabilità ai pesi è quindi fondamentale capire cosa sta realmente accadendo nel corpo.

Le principali differenze

FenomenoCosa succedeTempi
Ritenzione idricaAccumulo temporaneo di liquidiOre o giorni
Aumento muscolareCrescita progressiva del tessuto muscolareMesi o anni
Aumento del grasso corporeoIncremento delle riserve energeticheSettimane o mesi

Questa distinzione è fondamentale perché spesso ciò che viene percepito come aumento della massa muscolare non ha in realtà nulla a che vedere con il muscolo.

La ritenzione idrica è molto più comune di quanto si pensi

Quando una donna mi dice:

Da quando ho iniziato palestra sento le gambe più grosse

la prima cosa che cerco di capire non è quanto peso sta utilizzando negli squat.

Cerco piuttosto di capire:

  • come dorme
  • quanto si muove durante la giornata
  • quanto è stressata
  • come si alimenta
  • in quale fase del ciclo si trova

Perché molto spesso la risposta è lì.

La ritenzione idrica rappresenta una delle principali cause della sensazione di gambe gonfie e pesanti. Può comparire e scomparire nell’arco di pochi giorni e può modificare in modo significativo la percezione che una persona ha del proprio corpo.

Basta una settimana particolarmente stressante, una riduzione del movimento quotidiano, una cattiva qualità del sonno o un’alimentazione più disordinata del solito per notare differenze importanti.

Ed è proprio qui che molte donne commettono un errore di valutazione.

Vedono gambe più gonfie e attribuiscono immediatamente la causa all’allenamento.

In realtà l’allenamento spesso non è il problema. In molti casi rappresenta addirittura parte della soluzione.

Il muscolo cresce molto più lentamente di quanto si immagini

Uno degli aspetti più sorprendenti per chi inizia ad allenarsi è scoprire quanto sia difficile costruire massa muscolare.

Molte donne hanno paura di sviluppare gambe troppo muscolose nel giro di poche settimane.

La realtà è che il corpo non funziona così.

La crescita muscolare è un processo lento che richiede:

  • allenamento progressivo
  • alimentazione adeguata
  • recupero efficace
  • continuità nel tempo

Per questo motivo è molto improbabile che qualche settimana di squat e affondi possa trasformare radicalmente la forma delle gambe.

Anzi, nella maggior parte dei casi ciò che si osserva inizialmente è semplicemente una migliore attivazione muscolare e una maggiore tonicità.

In oltre trent’anni trascorsi tra allenamento, corsi fitness e coaching individuale, non ho mai visto una donna sviluppare gambe enormi semplicemente perché ha iniziato ad allenarsi con i pesi due o tre volte a settimana.

Quello che vedo molto più spesso è esattamente il contrario.

Persone che iniziano finalmente ad allenare le gambe in modo corretto e scoprono di ottenere un aspetto più armonioso rispetto a prima.

Anche il grasso corporeo viene spesso interpretato male

Esiste poi un terzo elemento che complica ulteriormente la situazione:

  • Il grasso corporeo.

Molte donne tendono ad accumulare una quota importante di tessuto adiposo nella parte inferiore del corpo. Si tratta di una caratteristica assolutamente normale e fortemente influenzata dalla genetica e dagli ormoni.

Quando si inizia ad allenarsi il processo di miglioramento della composizione corporea non avviene in modo uniforme e immediato.

Per questo motivo può capitare che una persona stia effettivamente migliorando la propria forma fisica senza percepirlo chiaramente nelle prime settimane. Ecco perché:

  • La bilancia non racconta tutta la storia.
  • Lo specchio non racconta tutta la storia.
  • Nemmeno una singola misurazione racconta tutta la storia.

Bisogna osservare il percorso nel suo insieme.

Il vero errore è giudicare il corpo troppo presto

Una delle situazioni più frequenti che incontro riguarda persone che interrompono un percorso proprio quando il corpo sta iniziando ad adattarsi.

Dopo tre o quattro settimane vedono un cambiamento che non comprendono, si convincono di stare peggiorando e decidono di modificare completamente l’allenamento.

  • In realtà il corpo ha bisogno di tempo.
  • Ha bisogno di continuità.
  • Ha bisogno di uno stimolo coerente mantenuto per mesi, non per giorni.

Per questo motivo, durante una valutazione iniziale o all’interno dei percorsi di coaching personalizzato, cerco sempre di spiegare che il risultato finale non può essere giudicato osservando ciò che accade nelle prime settimane.

Il corpo non cambia in linea retta. Attraversa fasi di adattamento. Ed è proprio comprendendo queste fasi che diventa possibile interpretare correttamente i cambiamenti e continuare a costruire risultati duraturi nel tempo.

Andrea Meini

Andrea Meini

Esperto in biomeccanica applicata e ricomposizione corporea per la nicchia Over 40. Con un passato nel bodybuilding, Andrea si dedica alla creazione di programmi di allenamento online che coniugano efficienza tecnica, prevenzione degli infortuni e gestione ormonale attraverso protocolli avanzati e digiuno intermittente. Il suo approccio è orientato alla massimizzazione della densità muscolare e alla salute metabolica dell'uomo maturo.

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